Dopo una lunga gavetta,tre demo un promo e una compilation i varesini Ancient Dome danno vita a questo Human Key che si presenta al timpano in modo piuttosto barbaro, come da lunga tradizione Thrash. Ben registrato, ben arrangiato, il songwriting è articolato e coerente, la presenza di due chitarre è sfruttata in maniera esemplare con risultati armonizzati degni dei più classici gruppi thrash '80, con la sola pecca di ripetersi troppo sui riff nello scorrere delle tracce. Gli incastri ritmici sono impeccabili, anche se non troppo fantasiosi a dire il vero, voce e basso fanno a pieno il loro dovere. Un album quindi che rispetta a pieno i dettami dei grandi del Thrash, nelle cui tracce si respirano le atmosfere dei primi Metallica, Slayer, Antrhax, e del metal statunitense che conta.
Passando ai brani, la Title Track si fa notare per l'intro ottimamente orchestrato a livello armonico e per le numerose variazioni sul tema, altra traccia di spicco è “Cold September”, doverosa ballad che commistiona alcune sonorità dal sapore britannico con le più crude d'oltreoceano.
Human Key giungerà come una bella sorpresa per i nostalgici di un certo modo di fare musica, ma appoggiandosi così fortemente su delle fondamenta già da tempo consolidate, gli Ancient Dome non apportano nulla o quasi di nuovo, ma come già detto numerose volte parlando di loro, questo è quello che voglioni, thrash old school e nient'altro, o vi va bene così o non ascoltateli. |